Museo Archeologico Catellammare di Stabia

Museo archeologico di Castellammare di Stabia (foto dal web)

Inaugurato il nuovo Museo Archeologico di Castellammare di Stabia, intitolato a Libero D’Orsi.

Una nuova sede per i reperti archeologici del vecchio Antiquarium di Stabia, in una mostra permanente all’interno del prestigioso palazzo della Reggia borbonica di Quisisana.

All’inaugurazione, avvenuta lo scorso 24 settembre, erano presenti Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia e Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali.

Un progetto” di riqualificazione archeologica e culturale, come spiega il ministro Franceschini “inseguito da decenni da studiosi e appassionati che oggi finalmente si concretizza anche grazie all’accordo di valorizzazione della Reggia di Quisisana, firmato lo scorso anno tra il Comune di Castellamare e il Parco Archeologico di Pompei”.

I reperti degli scavi stabiesi, infatti, provengono dall’ex museo Antiquarium di Stabia che fu chiuso nel 1997 per l’inadeguatezza degli impianti. Con questa nuova apertura si potrà nuovamente ammirare una fantastica collezione per la quale a lungo si impegnò proprio Libero D’Orsi, l’archeologo di Castellammare che, negli anni Cinquanta, si occupò in prima persona di portare alla luce questi preziosi reperti archeologici, e che oggi dopo 23 anni vengono riconsegnati alla comunità.

“Finalmente riusciamo a dare un utilizzo dignitoso

a questo contenitore straordinario che restituiamo

alla comunità, al territorio e alle città vicine”

– Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei –

L’esposizione

Il percorso espositivo organizzato da Electa ci conduce nelle famose Ville dell’antica Stabia, dall’età arcaica fino all’eruzione del 79 d.c., e attraverso gli affreschi, gli stucchi e gli utensili di uso comune si ricostruisce il quotidiano di quella che è stata definita dal noto conduttore rai Alberto Angela come la “Beverly Hills dei Romani

Le prime sale sono dedicate alla storia della Reggia di Quisisana e ai lavori di scavo iniziati in età borbonica fino a quelli di Libero D’Orsi.

Si arriva poi all’area dedicata al periodo preromano dove troviamo reperti votivi (metà IV sec. – fine II sec. a.c.) riconducibili al culto di una divinità femminile e corredi funerari della necropoli arcaica di Santa Maria delle Grazie (seconda metà del VII sec. – fine III sec. a.c.).

Proseguendo arriviamo al periodo romano che ci conduce alla scoperta delle numerose ville che sorgevano sul territorio stabiese che si dividevano in:

  • Ville d’Otium complessi residenziali lussuosi usati come case “per oziare” forniti di strutture termali, ninfee e portici finemente decorati, di cui fanno parte le Ville del Varano, come Villa San Marco, una delle più grandi con i suoi 11 mila mq, Villa del Pastore e Villa Arianna la cui collocazione ad ovest del Varano le conferisce la capacità di collegare, chi la abitava, sia al mare che all’entroterra. Inoltre, è famosa per il suo emporio di ceramiche e vasellame di epoca etrusca e per un bellissimo carro in bronzo nella parte esterna del museo.
  •  Ville rustiche una sorta di fattoria dedicata all’agricoltura e alla produzione dei prodotti tipici dell’ager stabianus come olio e vino. Fanno parte di questa categoria Villa del Petraro di Santa Maria la Carità, della quale possiamo ammirare una ricca varietà di stucchi pregiati e un bellissimo torchio olearium; e Villa Carmiano di Gragnano che insieme ad altre cinquanta piccole ville costituisce un grande complesso dedicato alla produzione dell’enogastronomia della Campania Felix.

A conclusione del percorso espositivo troviamo un ampio spazio dedicato all’aspetto “conviviale” dello stare a tavola tipico dei romani, di cui ci parlò Pasquale Sarnataro dell’Associazione il Cuoco delle Menadi, in particolare è possibile ammirare di Villa Carmiano un tipico triclinio, sala del banchetto, adornata di pitture dionisiache che fanno riferimento a Dioniso il dio del vino; e numerosi Larari luoghi all’interno della casa riservati al culto degli spiriti protettori della famiglia e del “focolare domestico”.

Il museo è aperto tutti i giorni ad eccezione del martedì

Orario estivo: 9:00 – 19:00 Orario invernale: 9:00 – 17:00

Il ticket d’ingresso: Intero 6€ Ridotto: 2€

Link utili: Pompei.org