Tammorra

Il ballo della tammurriata

La preghiera della tammorra

Entrata nell’iconografia meridionale, con la tammurriata si propaga una duplice preghiera: alla terra e alle sette madonne.

È da intere generazioni che i campi del sud sono allietati dal suono della tammorra, in simbiosi con il movimento del corpo a ritmo di danza. Tuttavia il termine danza è riduttivo per delineare un ballo come la tammurriata. Le sue origini si perdono nel tempo, senza mai perturbare l’intenso significato dietro ogni sua nota. Tuttavia in quanti conoscono il reale significato della tammurriata?

Un tipico esempio di tammurriata.
Fonte YouTube

Cosa dice l’etimologia

All’origine di tutto c’è la “tammorra”, un antico strumento a percussione, simile al tamburello napoletano. Guido Facchin, nella sua opera “Le percussioni”, illustra un modo in cui si poteva realizzare:

Anticamente veniva costruito utilizzando i grandi setacci usati per la cernita della farina, oggi invece vengono adoperate sottili strisce di legno di faggio piegate a cerchio tramite speciali rulli”.

Inoltre, disposte all’interno di nicchie rettangolari, si inserivano alcuni sonagli. In gergo sono conosciuti come ‘e cicere o ‘e cimbale. Battendo le mani sul tamburo, tramite questi si propaga ovunque un concerto di suoni. Queste tecniche di fabbricazione erano note ai soli artigiani natii della Campania, della Puglia e della Calabria. Dunque la tammurriata è un ballo tipico ed unico nel panorama artistico meridionale.

La signora e il signor Tammorra

Singolare è la distinzione di genere che deriva dal modo in cui si impugna la tammorra. Si ottiene un tocco femminile se si afferra il tamburo con la mano destra, mentre lo si percuote con l’altra mano. Gli uomini invece seguono il procedimento opposto. Tuttavia in entrambi i casi la tammorra è impugnata verso terra, atto non casuale.

Ringraziamento speciale per Madre Terra

Questo tipico ballo del sud, intriso di divertimento, bellezza e sforzo fisico nasconde ben altro: una preghiera verso la madre terra con la speranza di ottenere un buon raccolto. Non a caso le movenze tipiche del ballo ricordano i gesti effettuati durante il lavoro casalingo o nei i campi tra siepi e animali. L’origine poteva essere il setaccio della farina, il volo degli uccelli o anche i movimenti tipici dei gallinacei.

Dalle madre terrestre alla madre celeste

Il ballo dalla terra giunge al cielo e dal cielo ritorna alla terra. Infatti le persone in festa si rivolgono anche alle sette madonne, (legate al culto delle festività mariane) oggetto di un noto canto popolare:

“Beata quella bella Sant’Anna! Sette figlie, tutt’e sette Madonne!”

Beata Sant’Anna chi sono mai queste tue belle figlie?

Un’antica leggenda napoletana tramanda l’esistenza di sette sorelle: la Madonna di Montevergine, del Carmine, dell’Arco, dell’Annunziata, delle Galline, di Piedigrotta e la Zingarella. I loro nomi derivano dai luoghi ove sono venerate, mentre le lodi nei loro confronti si confondono tra riti e festeggiamenti, diversi di luogo in luogo. Le cerimonie iniziano nel periodo di Pasqua per concludersi il 12 settembre. Un arco temporale che vuole riprendere il ciclo delle stagioni, il rinverdire della natura e dei prodotti delle campagne. Tra queste sorelle, una in particolare ha un forte legame con il terriccio.

La Madonna delle galline

In alcuni casi la terra, proprio come un grembo materno, può proteggere dei tesori, preservandoli dallo sguardo umano. Per questo motivo nel terreno venne sotterrata un’effigie della vergine Maria. E’ il caso della Madonne delle galline. Essa è chiamata così perché, in seguito al loro raspare nei poderi, l’immagine ritornò in superficie. Da allora si narra dell’esistenza della Madonna delle galline, sorella delle altre sei Madonne.

Alla cara Madonna delle galline (insieme alle sue sorelle) si dedicano canti e preghiere e tutto inizia e termina sempre con la tammorra. Dal venerdì di albis all’alba del lunedì successivo, quando i devoti depositano gli strumenti musicali ai piedi della Madonna, come atto di devozione e desiderio di ricongiungersi a lei.

Queste note si suonano da intere generazioni per i campi del meridione, insieme agli scampanellii delle tammorre, le preghiere e i sacrifici, esse rappresentano una tradizione che è molto di più di una semplice danza.